La SENTINELLA delle DOLOMITI: Una chiacchierata tra compaesani

Carlo Budel: Un uomo che ha deciso di stravolgere la sua vita a 42 anni e che mi ha regalato una chiacchierata indimenticabile.

“Vuoi un caffè?” così è iniziato uno dei pomeriggi più belli di questo 2021. Un uomo che ha deciso di stravolgere la sua vita a 42 anni e che mi ha regalato una chiacchierata indimenticabile. 

VOGLIA DI LIBERTÀ 

“…sai quando ti rendi conto che tiri avanti le giornate…beh, quella mattina ho girato la macchina e mi sono detto che non sarei mai più andato a lavorare lì, schiavo della monotonia e dell’infelicità” così si è espresso Carlo quando gli ho chiesto che cosa l’avesse spinto a lasciare un posto fisso. 

Tanti pensano sia un pazzo, ma lui, quel giorno, ha fatto la scelta più bella della sua vita e la rifarebbe altri milioni di volte. 

Voglio vivere in montagna è stata la frase chiave di volta.

Scegliere di essere liberi, al giorno d’oggi, non è una cosa scontata come dovrebbe. Viviamo in un mondo che gira troppo velocemente e poche volte prendiamo del tempo per noi stessi, per prenderci cura della nostra mente e del nostro corpo. Molto spesso ci lasciamo travolgere da vizi sbagliati e, come succede per molte persone, finiamo la giornata al bar. 

“Ho messo la testa a posto a 42 anni eh, ne sono consapevole, ma c’è un tempo per sbagliare e oggi sono orgoglioso di chi sono.” Ebbene, essere consapevoli dei propri sbagli ci aiuta a riflettere su noi stessi e a migliorarci. Da giovane era un bricconcello, ma tutti gli sbagli che ha commesso gli hanno permesso di essere l’uomo che è oggi e un esempio per tutti. 

VIVERE LA MONTAGNA 

Quando, quel giorno, Carlo ha deciso di tornare a casa invece che andare a lavorare, la sua vita è cambiata radicalmente. Avendo qualche soldo da parte si è concesso 20 mesi di totale libertà, per il corpo e soprattutto per la mente che da anni era schiava di un sistema. 

“Ogni giorno andavo in montagna, devo dire che, tra l’altro, ero ben allenato”, infatti tra una chiacchiera e l’altra, ci ha raccontato delle sue cime preferite, dei km e dei metri di dislivello che ha camminato e della sua irrefrenabile passione per la montagna. Alcuni giri li ha fatti e li fa tutt’ora in compagnia, ma la maggior parte delle volte sono lui e la quiete di madre natura. “Preferisco andare da solo, c’è così tanta calma e silenzio, non chiedo altro.” 

UNA NUOVA VITA A 3342 MT 

Poi un giorno, per caso, sapeva che Aurelio, proprietario del rifugio Castiglioni ai piedi della Marmolada, stava cercando qualcuno che per la stagione estiva gestisse la capanna in cima a Punta Penìa. Quasi come per destino, ecco che il nuovo gestore divenne Carlo. 

E così da 4 anni a sta parte, tutte le estati, accoglie migliaia di persone con il suo sorriso da montanaro e la sua cucina genuina. “Sto veramente bene lassù, sono da solo e a volte è difficile, però se sbaglio è colpa mia e se faccio le cose bene è merito mio, non devo render conto a nessuno.” 

Infatti, per tutto il periodo estivo Carlo se ne sta nella punta più alta delle Dolomiti, gestendo tutto senza l’aiuto di nessuno. Addirittura, una volta finite le scorte d’acqua, scioglie la neve su dei pentoloni…”a la vecia” come si suol dire. 

“La Marmolada è bellissima, col tempo ho preso il ritmo della luce andando a dormire presto la sera e svegliandomi alle prime luci dell’alba.” A detta sua, non gli manca nulla se non la sua Paris, una dolce cagnolona di 15 anni. 

Naturalmente ci sono anche diverse difficoltà nel vivere a 3342 metri di quota. Provate a svegliarvi con 2-3 gradi il giorno di ferragosto o a dormire nel pieno di una tempesta con i fulmini che scaricano fuori dalla porta. Tutto ciò che è bello, a volte, presenta delle insidie. Motivo per cui è stato difficile trovare un gestore della Capanna. Ma Carlo Budel è nato e vissuto tra le montagne trentine e bellunesi. A soli 3 anni era già in cima al Pizzocco con il nonno, le sue passioni sono sempre state pescare, andare a funghi e la montagna. 

Si potrebbe dire che questo lavoro in cima alla Regina delle Dolomiti lo stesse aspettando e più che un lavoro, un nuovo modo di vivere la vita. Per tutti coloro che se lo saranno sicuramente chiesto: “A dir la verità guadagno di più se devo guardare il lato economico, certo lavoro il triplo, ma non mi posso lamentare” commenta Carlo. 

Il voglio vivere in montagna ha preso una forma rassicurante.

UNO DEI MOMENTI PIÚ BELLI DEL 2020 A PUNTA PENIA

Prima dello scoppio della pandemia, Carlo si era concesso una bella vacanza oltre oceano, senza sapere che di lì a poco ci avrebbe passato 4 mesi rischiando di non aprire la Capanna. “Carlo guarda che dobbiamo aprire!!” così ha esclamato, ricordando la preoccupazione di Aurelio (il proprietario della Capanna). Per fortuna è riuscito a tornare in tempo. 

Il momento più bello di tutto il 2020 in cima alla Marmolada, è stata l’alba del 15 settembre. “Sono quasi uscito in mutande perché avevo paura di perderla” così me l’ha definita, in poche parole: un momento unico, durato pochissimi istanti. 

Poco distanti da lui erano appena arrivate due ragazze e oltre ad aver avuto una fortuna incredibile, hanno ricevuto un regalo meraviglioso da madre natura. “Erano così contente che piangevano, sono state grandi ad essere venute su col buio” ricorda Carlo. Beh, quel giorno forse lo ricordano molti abitanti delle Dolomiti come l’alba più bella mai vista. “Non capitano tutti i giorni momenti così, devono esserci le condizioni giuste, in quel momento mi son sentito proprio fortunato. È stato proprio bellissimo.” 

DUE SIMPATICI ANEDDOTI 

Ho chiesto personalmente a Carlo se c’è qualche episodio simpatico che ricorda con felicità e che vorrebbe sapessero gli altri. Due in particolare mi hanno fatta sorridere: l’incontro con l’alpino 90enne e lo stupore del sindaco di Treviso. 

  1. L’estate scorsa, Carlo Budel ha avuto la piacevole sorpresa di ricevere un ospite speciale: Arrigo da Porto Gruaro, un alpino 90enne che il 4 agosto 2020 ha deciso di raggiungere Punta Penìa attraverso la ferrata e, chiaramente, senza timore alcuno. Persino Carlo si è stupito, per la tenacia e il fisico del signore! “Mi ha detto che ha fatto il contadino e ha sempre mangiato quello che produceva in casa, mai niente di confezionato o in scatola. Capisci la differenza che c’è tra mangiare prodotti genuini e confezionati.” Naturalmente i due si sono dati appuntamento anche quest’anno, covid permettendo.
  2. L’altro avvenimento successo, che lo ha fatto sorridere, è stato quando il sindaco di Treviso, Mario Conte, si è preso una giornata di stop da tutti gli impegni per conoscere Carlo e farci due chiacchiere a 3342 mt. “Di solito la sera, se c’è chi si ferma a dormire, mangiamo tutti insieme quello che preparo e accendo un po’ di candele. Quella volta il sindaco pensava volessi ricreare l’atmosfera di montagna, ma quando ha fatto l’apprezzamento gli ho risposto che in realtà più che atmosfera è perché non c’è la luce elettrica su.” Inutile dirvi che, pensando alla scena, ci siamo fatti una risata.

LE DOLOMITI HANNO UNA SENTINELLA

Sapete perché Carlo Budel si chiama “La sentinella delle Dolomiti”? Beh glielo abbiamo chiesto e con un pizzico di malinconia ci ha risposto che quel soprannome glielo ha dato un signore, che purtroppo non c’è più, che gli ha condiviso un tenero punto di vista. 

Stando nel punto più alto delle Dolomiti, a 3342 mt di quota, effettivamente Carlo è il primo a vedere l’alba e il tramonto. È il custode della capanna, di Punta Penìa e della Marmolada. una vera e propria sentinella che controlla il leggendario Regno delle Dolomiti. 

SOCIAL MEDIA VS VITA REALE 

E nei social? Si potrebbe dire che Carlo Budel sia influencer, con quasi 50 mila seguaci. Tuttavia non è così che vuole essere considerato, “voglio solo condividere le mie foto, le avventure con il mio cane Paris e la mia vita in cima alla Marmolada” afferma. In questo modo conferma la sua autenticità, il suo modo di essere ed è un esempio per tutti. 

Se dovesse dare un consiglio ai ragazzi di oggi, ciò che si sente di dire a cuore aperto è “seguite il vostro istinto, sempre. Soprattutto perché c’è un tempo per sbagliare e uno per rimediare ai propri errori. Non esiste la vita perfetta.” Più chiaro e sincero di così, non ci sono commenti da aggiungere. 

In altre parole, la Sentinella delle Dolomiti è prima di tutto Carlo Budel, un uomo con una grande umiltà, una grande storia e un lato umano fragile. 

Grazie per il tuo tempo e per i preziosi consigli, non vediamo l’ora di scoprire il tuo prossimo libro!

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