Mutuo a rata protetta, cos’è e come funziona

Mutuo a rata protetta

In una fase di rialzo dei tassi di interesse come quella che stiamo vivendo, con le varie scadenze dell’Eurirs che dall’inizio dell’anno registrano un costante aumento, una valida soluzione per i mutuatari che desiderano avere la certezza di pagare una rata costante nel tempo è rappresentata dal mutuo a rata protetta.

Mutuo a rata protetta: come funziona

Il mutuo a rata protetta è un finanziamento ipotecario che mette al riparo il richiedente da un eventuale aumento dei tassi di interessi. Pur basandosi sugli indici dei mutui a tasso variabile, come l’Euribor, il mutuo a rata protetta presenta di fatto le caratteristiche di un mutuo a tasso fisso in quanto l’impegno mensile per il mutuatario resta invariato nel corso dell’intero piano di ammortamento, salvo i casi che vedremo più avanti.

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Nelle ultime settimane, con il rialzo degli indici Eurirs, che regolano il fixing dei mutui a tasso fisso, questa tipologia di prodotto inizia a riscontrare un certo interesse da parte dei clienti di Credipass che vogliono comprare una casa attraverso un mutuo e non si possono permettere il rischio di trovarsi a pagare una rata ben più alta rispetto a quella di partenza.

Il vantaggio principale di sottoscrivere un mutuo a rata protetta sta nel fatto di avere come parametro di riferimento l’indice Euribor, che ancora oggi è sotto la soglia dello zero e che al contrario dei tassi IRS ha subito meno modifiche negli ultimi anni. Con il tasso BCE ancora a quota zero dal 2015, infatti, il mutuo a rata costante rappresenta una valida alternativa sia al mutuo fisso che al mutuo a tasso variabile.

Avere un mutuo parametrato all’Euribor e allo stesso tempo pagare una rata costante stabilita nel contratto permette di avere un doppio vantaggio: da una parte si ha la sicurezza di non vedersi aumentare improvvisamente la rata del prestito in seguito ad un eventuale rialzo dei tassi, dall’altra parte si sottoscrive un mutuo sfruttando l’attuale andamento dei tassi Euribor, che come detto navigano stabilmente in territorio negativo.

In pratica, con il mutuo a rata protetta, se il tasso di interesse fissato al momento del rogito dovesse aumentare nel corso dell’ammortamento, l’importo della rata del prestito non varierebbe in automatico, ma in compenso si allungherebbe la durata complessiva del finanziamento. Se invece i tassi di interesse dovessero scendere, la durata del mutuo si ridurrebbe e il debito dovuto alla banca si estinguerebbe prima del termine fissato nel contratto.

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Per quanto riguarda la variabilità della durata, l’istituto che eroga il mutuo, ogni 12 mesi, terrà in considerazione l’indice Istat e sulla base del costo della vita calcolerà la nuova scadenza, che come detto potrebbe diminuire o aumentare in relazione all’andamento dei tassi rispetto all’importo della rata protetta.

In conclusione

Con i tassi di interesse in aumento, oggi più che mai, il mutuo a rata protetta rappresenta una valida alternativa al mutuo a tasso fisso, così come può essere sostituito al tasso variabile, avendo comunque il vantaggio di ancorarsi all’Euribor, che in questo momento è inferiore di circa 2 punti percentuali rispetto all’Eurirs, il parametro del mutuo a tasso fisso.

Il mutuo a rata protetta risulta estremamente conveniente per chi richiede un importo di mutuo elevato in quanto, grazie all’Euribor negativo, avrebbe il vantaggio di fissare una rata ad un tasso vantaggioso e contemporaneamente non dovrebbe preoccuparsi di improvvisi aumenti dei tassi che potrebbero modificare l’importo mensile in modo significativo.

Questa tipologia di mutuo è particolarmente indicata anche per i giovani che possono permettersi di allungare la durata del mutuo in caso di rialzo futuro dei tassi di interesse, senza vivere nel timore di non riuscire più a pagare il debito in seguito ad un’impennata dei tassi. Perché si sa, le esigenze delle giovani famiglie variano nel corso degli anni, e ogni cambiamento, dalla nascita di un figlio ad altre necessità, può essere preventivamente calcolato grazie ad un’attenta pianificazione finanziaria che aiuti a gestire al meglio il bilancio familiare.

L’unico inconveniente, come detto, si verificherebbe nel caso in cui i tassi di interesse dovessero salire in maniera significativa. In quell’ipotesi, il piano di ammortamento si allungherebbe, ma considerata la possibilità di un parallelo aumento degli stipendi o di un miglioramento della carriera professionale, l’eventuale debito che si dovesse accumulare risulterebbe facilmente gestibile. Per far fronte a questo rischio basterebbe accantonare mensilmente una piccola somma di denaro che consentirebbe, a fine mutuo, di pagare l’importo residuo ed estinguere il mutuo alla durata che ci si era prefissati.

A cura di Mauro Baldassin
Amministratore delegato Credipass

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