← Torna alla lista

Fiori di montagna: i più belli e come riconoscerli con o senza app

I fiori di montagna sono tanti e ne crescono di diversi tipi anche a seconda dell’altitudine. Un elenco dei più famosi e più belli e come fare per riconoscerli sia utilizzando le app per smartphone sia senza.

Saper riconoscere fiori e piante di montagna durante un trekking o una semplice passeggiata in natura è un’attività divertente, in grado di rendere l’escursione un’esperienza più immersiva. La flora montana, infatti, può fornirci informazioni importanti in merito al paesaggio, all’altitudine, alla storia e al tipo di ecosistema in cui ci troviamo. Conoscerla, quindi, significa entrare in contatto con l’ambiente che ci circonda, in ogni stagione.

Prima di iniziare, ricorda che – per quanto colorati, graziosi o profumati – i fiori di montagna non vanno mai raccolti. Questo perché potrebbe trattarsi di un fiore raro, protetto o, peggio, pericoloso, in quanto urticante o velenoso. Meglio limitarsi ad ammirarlo e fotografarlo, scoprendone nome e caratteristiche botaniche, se sconosciuto, anche grazie all’aiuto di app per riconoscere fiori e piante (alla fine dell’articolo trovi un elenco di quelle più famose e gratuite!). 

Informazioni utili sui fiori di montagna 

La flora montana, boschiva e campestre ha rappresentato per secoli una fonte di sussistenza per le popolazioni antiche. Piante ad uso alimentare e farmaceutico erano conosciute per le loro proprietà ed i loro impieghi quotidiani. Esistono piante anticamente utilizzate per curare febbre e raffreddore, piante che stimolano la digestione e l’appetito, piante per tingere i tessuti, per sgonfiare il ventre, o per curare disturbi come mal di testa, orzaiolo, scottature.

Oggi, le piante e i fiori di montagna e di bosco sono in molti casi (e giustamente) protetti, al fine di garantirne la sopravvivenza. In ogni caso, reciderli non sarebbe una buona idea in quanto appassirebbero in poco tempo e difficilmente si riuscirebbe a riprodurli al di fuori del loro ecosistema.

Se si va alla ricerca di un fiore o pianta di montagna è importante sapere dove cercare. Le diverse specie e famiglie botaniche prediligono, infatti, ambienti più umidi, secchi, soleggiati o ombrosi, in base alle caratteristiche evolutive che hanno sviluppato nel corso di millenni. A questo scopo sono molto diffusi trekking a tema, come le passeggiate per il riconoscimento della flora locale. 

Infine, è bene tenere a mente che piante e fiori sono in grado di “spostarsi” nel corso degli anni (di molti anni), colonizzando nuovi ambienti grazie alle loro capacità di espansione. I semi possono propagarsi attraverso l’azione del vento (impollinazione anemofila), dell’acqua (impollinazione idrogama), degli insetti (impollinazione entomofila) o di altri animali (zoogama). Questo rende gli habitat montani, ma anche campestri, fluviali o di altra natura, ecosistemi vivi e caratterizzati da delicati equilibri.

Fiori di montagna blu

Molti fiori di montagna di colore blu si trovano in quote abbastanza elevate e sono, pertanto, indicatori di ambienti più freddi e ventilati. Tra questi troviamo:

Lino celeste (Linum perenne L.)

Il Lino celeste è una pianta di piccole dimensioni che cresce tra i 900 e i 2000 metri d’altitudine. Durante l’estate, il Lino celeste regala meravigliose fioriture di colore blu, diffuse a macchie su prati e pascoli d’alta quota. 

Muscari 

Quella dei Muscari è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle asparagacee, la stessa dell’asparago comune. Si tratta di piante bulbose e, per questo, alcune varietà sono dette anche “cipollaccio”. I suoi caratteristici fiori, di colore indaco e diffusi soprattutto nei prati poveri e sulle pareti di scarpate e dirupi, sbocciano in primavera e sono molto profumati. 

Aquilegia

Nonostante non sia raro imbattersi in aquilegie di altri colori (rosso scuro, crema, ma anche viola), le aquilegie di colore blu sono senza dubbio tra le più celebri e conosciute. Il loro caratteristico fiore a campana è facilmente visibile e riconoscibile anche dai meno esperti.

aquilegia, fiore blu di montagna

Ma attenzione a non toccarla: leggenda vuole che sotto i suoi petali riposino le fate del bosco durante i loro voli!

Fiori di montagna di colore giallo

Una nota di colore nelle praterie alpine, i fiori di colore giallo richiamano il sole e sono molto diffusi in montagna e particolarmente amati dagli insetti impollinatori. 

Genziana

La famiglia delle genziane comprende circa 400 varietà, diffuse soprattutto in ambienti alpini. La genziana, infatti, cresce solitamente sopra i 1000 metri di altitudine ed è facilmente riconoscibile in estate, quando i fiori sono presenti sulla pianta. Nonostante le più comuni varietà di questa pianta presentino fiori di colore blu, la genziana maggiore (Gentiana lutea), con i suoi fiori gialli,  è senza dubbio la più nota per via dell’impiego della sua radice, con la quale è possibile preparare un liquore digestivo di sapore molto amaro, tipico della regione Abruzzo.

genziana, fiore giallo di montagna

La genziana può talvolta essere confusa con il veratro comune, simile per fiori e portamento ma differente per un solo, ma non trascurabile, particolare: la prima è un toccasana per il fegato, la seconda un veleno mortale.

Arnica

Tra le più famose piante di natura alpina, l’Arnica è utilizzata sin da tempi molto antichi per la preparazione di unguenti utili a lenire contratture, scottature e dolori muscolari. Proprio come la Margherita, l’Arnica montana appartiene alla famiglia delle asteracee e i due fiori sono, infatti, molto simili. Quello dell’Arnica è completamente di colore giallo. L’habitat naturale di questa pianta è quello dei fiori di montagna d’alta quota, dal momento che cresce principalmente in praterie e pascoli oltre i 1000 metri di altitudine.

Ginestra

La Ginestra appartiene alla famiglia delle fabacee, ovvero delle leguminose, proprio come fave, piselli e fagioli. È una pianta diffusa in tutta la penisola italiana, tanto da assumere un po’ il ruolo di “pianta nazionale”. La Ginestra è una pianta simbolo della bella stagione. La sua fioritura, infatti, inizia con la primavera e prosegue fino ad estate inoltrata, quando molti fiori primaverili hanno ormai concluso il proprio ciclo. 

La Ginestra è anche un indicatore dello stato di transizione di un ecosistema, da quello della prateria, pascolo o terreno incolti e abbandonato che la natura sta gradualmente trasformando in bosco. Nell’alternarsi delle specie vegetali, questa pianta  ha il ruolo di preparare il terreno per l’avvento di arbusti di grandi dimensioni, come aceri, sorbi e carpini, che costituiranno la prima struttura del bosco. 

Botton d’Oro 

Il nome di questo fiore è ispirato alla sua effettiva somiglianza con un bottone. È senza dubbio tra le piante più diffuse e comuni da notare in montagna, ma è bene evitare di toccarla: il Botton d’Oro, come molte altre ranuncolacee, è infatti velenoso. 

Piè di gallo

Noto anche come “Anemone invernale”, questo grazioso fiorellino di piccole dimensioni è tra i primissimi a spuntare alla fine dell’inverno, preannunciando la primavera. Diffuso tra i 100 e i 700 metri di altitudine, il Piè di gallo è presente su tutto l’arco alpino e appenninico italiano, fatta eccezione per il Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta

Fiori di montagna viola

Tra i fiori d’alta montagna non mancano quelli di colore viola. Tra i più celebri sicuramente  il Croco e la Scarpetta di Venere, ma non solo:

Crocus

Per la somiglianza del fiore e dei pistilli in esso contenuti, il Crocus vernum viene detto anche “Zafferano di montagna”. Ma attenzione: a differenza dello zafferano utilizzato in cucina, il Crocus non è commestibile perché velenoso! Questa pianta è tipica dei pascoli alpini di alta montagna, con lo sciogliersi delle nevi a primavera, regala splendide fioriture di colore viola ampie e diffuse, per la gioia di camminatori e fotografi.

Scarpetta di Venere 

Leggenda vuole che, durante una passeggiata, Venere e Adone siano stati colti da un violento temporale e, correndo per trovare riparo, la dea avrebbe perso una scarpetta. Trovata da una mortale, la scarpetta sarebbe stata trasformata in fiore dagli dei per non permettere a quest’ultima di indossarla. 

Questa è la storia più conosciuta, ma molti non sanno che la Scarpetta di Venere è nota in alcune parti d’Italia come “Pianella della Madonna”, per via di un’altra leggenda, questa volta napoletana, che racconta di un miracolo ad opera della Vergine nel quartiere di Fuorigrotta. 

Nonostante esistano in commercio varietà di Scarpetta di Venere adatte alla coltivazione in casa o giardino, questa pianta in natura cresce nei freddi habitat di tipo alpino e subalpino, in particolar modo nelle zone d’alta quota dell’appennino abruzzese. È molto nota e apprezzata in quanto il suo fiore, quasi sempre di colore viola, ricorda molto una piccola orchidea. La Scarpetta di Venere, infatti, appartiene proprio a questa famiglia di piante. 

Anemone

L’Anemone viola è un fiore protetto delle montagne italiane, che sboccia all’inizio della primavera, subito dopo lo sciogliersi delle nevi. La sua diffusione a macchia lo rende rapidamente riconoscibile.

Elleborina comune

Come la Scarpetta di Venere, anche l’Elleborina appartiene alla famiglia delle orchidee. A differenza della precedente, però, l’Elleborina è un fiore di bosco e si trova solitamente in ambienti umidi e poco assolati. È possibile trovarla ai margini di faggete, quercete o gineprai di media e alta quota, fino a 1500 metri di altitudine. 

Fiori di montagna bianchi: la stella alpina, il Bucaneve e il Mughetto

Candidi e graziosi: i fiori di montagna bianchi sono tra i più affascinanti e conosciuti. Vediamone alcuni:

Stella alpina

Più che un fiore di montagna, la Stella alpina è IL fiore di montagna per antonomasia. La sua capacità di crescere anche negli ambienti più estremi, oltre i 3.000 metri di altitudine, dove poche altre piante sono capaci di spingersi, ha fatto del suo bellissimo fiore bianco un simbolo per tutti gli appassionati di escursioni in alta quota.

stella alpina, fiore bianco di montagna

Si tratta di un fiore raro e molto delicato. Per questo, recidere una Stella alpina equivale ad un grave reato, punito con multe salatissime. 

Mughetto

Conosciuto per il suo profumo fresco e gradevole, il Mughetto non va mai e assolutamente raccolto. Questo perché ogni parte della pianta è molto velenosa, ed è meglio non maneggiarla, soprattutto se non si è esperti. 

Bucaneve

Il fiore che sancisce ufficialmente la fine dell’inverno in quanto, proprio come suggerisce il suo nome, è tra i primissimi a spuntare dalla coltre di neve.

bucaneve, fiore bianco di montagna

Il Bucaneve, nel linguaggio dei fiori, rappresenta la purezza d’animo e di intenti, pronta a superare le difficoltà.

Carlina segnatempo

Il curioso nome di questo fiore è determinato dalla sua capacità di aprire o chiudere il bocciolo in base alle condizioni meteo. La Carlina ha un fiore appariscente che può raggiungere anche i 15 cm di diametro ed è annoverato nella lista dei fiori di alta montagna, in quanto è in grado di crescere anche oltre i 2500 metri. 

App gratuite per riconoscere i fiori di montagna 

Per i meno esperti, esistono app per riconoscere fiori e piante selvatiche e di montagna per cellulare, molte delle quali gratuite o native, come nel caso di Google Lens. Il consiglio è sempre quello di utilizzare questi strumenti con cautela, in quanto utili ad individuare in modo più o meno preciso specie o famiglie di piante, ma sempre con un margine di errore.

Se la tua idea è quella di scaricare una di queste app per riconoscere piante commestibili o per usi cosmetici, il nostro consiglio è di non farlo: per quanto attendibili, il rischio che una pianta venga confusa con un’altra è sempre possibile. Meglio evitare.

Ecco alcune tra le app gratuite più famose per riconoscere fiori e piante:

  • Pl@ntnet

Semplice, gratuita e intuitiva: consente di caricare o scattare una foto della pianta sconosciuta e compararla con quelle simili già individuate da altri utenti. È possibile effettuare la ricerca in ogni periodo dell’anno, in quanto l’applicazione consente la ricerca partendo dalla fotografia della foglia, del fiore, del frutto o della struttura della pianta da riconoscere. Una volta confermata l’identificazione è anche possibile geolocalizzarla: un aspetto che rende quest’app molto amata, dal momento che è possibile scoprire se la pianta di nostro interesse si trovi nelle immediate vicinanze.

  • Herbarium
    Applicazione gratuita in italiano, disponibile però solo per Android. L’identificazione avviene attraverso una serie di step progressivi, come il colore dei fiori, il numero di petali, e così via.

    Anche quest’app consente di georeferenziare e conservare le piante identificate nella sezione “Le mie erbe”.
  • Google Lens

L’app di Google consente, entro un certo margine, di identificare fiori e piante, scattando o caricando foto dalla galleria. Non uno strumento professionale, ma simpatico da utilizzare durante una passeggiata per provare a scoprire qualcosa in più sulle piante che incontriamo lungo il cammino. 

  • iForest
    Con un database di oltre 2000 piante, complete di immagini e tassonomia, iForest è un’app messa a punto dall’Ufficio Federale Svizzero per l’Ambiente, disponibile per Android e iOS.

    Alcune funzioni dell’app sono a pagamento, i cui proventi sono destinati a sostenere la Bergwaldprojekt: fondazione che si dedica a promuovere la conservazione, la cura e la protezione del bosco e del paesaggio rurale nelle regioni di montagna.

Inizia subito a cercare la soluzione più adatta alle tue esigenze
tra le splendide case di Area Casa Immobiliare, in Piemonte.
Lasciati ispirare dall’incanto della neve e dedica la spesa giusta per realizzare il tuo sogno.

Compare listings

Confrontare