Alla scoperta del Sublime nel fascino delle Dolomiti

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Dal nostro speciale reporter amante della montagna, Simone Papuzzi di spaziverticali.blogspot.com, questa volta abbiamo delle interessanti riflessioni sul concetto di Sublime in relazione alle incantevoli bellezze delle nostre Dolomiti. Dai primi esploratori ad oggi, emanano un loro fascino particolarmente magico.

Leggiamo insieme cosa ci racconta…

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Quando noi partiamo per un viaggio siamo già di per sé predisposti all’entusiasmo per la meta che stiamo raggiungendo, rapiti da un senso di curiosità e di scoperta di nuovi luoghi diversi dal nostro vivere quotidiano. La felicità che ci accompagna sfocia molto spesso nello stupore, quando davanti ai nostri occhi si celano quei luoghi tanto sognati magari visti solo in cartolina, in qualche dépliant o in alcuni siti web di settore.

L’arte di viaggiare, perché è di questo ora che stiamo parlando, pone una serie di interrogativi non banali primo fra tutti quello concernente la relazione tra l’aspetto del viaggio e la sua realtà.

Se è normale che esista una differenza tra le nostre aspettative su un luogo e quello che può verificarsi una volta che lo abbiamo raggiunto, è altrettanto vero che in taluni casi non solo siamo meravigliati davanti a paesaggi e scenari che mai prima d’ora avevamo visto ma addirittura siamo pervasi da una eccitazione ed uno stupore straordinario tale da lasciarci come si dice “a bocca aperta”.

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Esistono luoghi che suscitano in noi emozioni tali che si lasciano descrivere con un’unica parola in grado di condensare tutta l’energia e tutti gli aggettivi superlativi che ci potrebbero venire in mente.

Che si tratti di una spiaggia con acque turchesi, di una cattedrale di straordinario valore architettonico, di un tramonto su un cielo limpido, di una cascata che scende impetuosa da una gola oppure di una vetta alpina ricoperta di ghiacci, spesso le sensazioni che proviamo vengono descritte con lunghe verbalizzazioni.

Provate ora a salire una cima dolomitica, magari arrivandoci verso il calar del sole e seduti così su una roccia ammirate le pareti che vi stanno attorno e che lentamente iniziano ad assumere una serie di tonalità di colori che vanno dal caldo rosso fuoco fino ai colori più freddi poco prima che il sole abbandoni del tutto il giorno. A questo punto saremo sopraffatti dal fascino di quel paesaggio e da quella sensazione che va sotto il nome di senso del sublime.

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Foto Il Viandante sul mare di nebbia – Caspar David Friedrich 1818

Ecco il fascino del sublime, aggettivo che meglio di tutti descrive un paesaggio, un luogo, uno scenario di straordinario incanto che lascia attoniti, quasi uno stato di stordimento piacevole ovviamente e un senso di soggezione che può addirittura sfumare in un desiderio di adorazione.

Se esistono luoghi tali da provocare il senso del sublime questi sono proprio le Dolomiti, montagne uniche nel loro genere la cui bellezza e l’elevato valore paesaggistico le hanno permesso di entrare a buon diritto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Furono proprio i primi viaggiatori ed esploratori pionieri di queste terre, arrivati nell’ottocento, soprattutto inglesi e tedeschi, che descrivendo nei loro diari di viaggio le valli e le montagne che si elevavano davanti ai loro occhi, a far uso di questo aggettivo.

Fu infatti agli inizi dell’Ottocento che venne in auge una parola capace di qualificare in maniera puntuale ed esaustiva la reazione emotiva che si prova al cospetto di precipizi, ghiacciai, firmamenti notturni, deserti di pietra, cascate e torrenti impetuosi. Il termine traeva origine da un trattato del II secolo d.C. intitolato Del sublime e attribuito all’autore greco Longino.

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Da allora viaggiatori, turisti, studiosi, fotografi, filosofi di ogni parte del globo hanno iniziato ad arrivare nelle terre dolomitiche alimentando quella che è oggi una fiorente industria turistica. Quel senso del sublime che in anni più recenti ha convinto gli organismi internazionali a dichiarare i Monti Pallidi sito Unesco.

La nuova sfida ora sarà quella di garantire nel tempo quel sublime fascino Dolomitico, resistendo agli attacchi e alla pressione turistica, e garantendo, nel contempo un elevata qualità di vita per la popolazione locale attraverso forme di tutela e valorizzazione dei territori montani.

Finché le Dolomiti eserciteranno il senso del sublime in noi ci saranno ancora viaggiatori, artisti, fotografi e appassionati che andranno in queste montagne alla ricerca di forme esperienziali che pochi altri luoghi sanno regalare.

Al prossimo articolo, un saluto da Simone Papuzzi

Credits Testi Simone Papuzzi qui i contenuti originali su spaziverticali.blogspot.com

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