2022: meglio il mutuo a tasso fisso o variabile?

Casamontagna-2022-meglio-il-mutuo-a-tasso-fisso-o-variabile

Una delle domande più frequenti che ci si pone quando si deve accendere un mutuo è se sia meglio un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. La decisione dipende senza dubbio dalla propria situazione economica, reddituale e si basa sulla propensione al rischio di ciascuno di noi.

In questa guida valuteremo quali sono le differenze tra mutuo a tasso fisso e tasso variabile, scopriremo quali aspetti considerare prima di prendere ogni decisione e ci soffermeremo sull’andamento dei tassi di interesse nel 2022.

Prima di decidere quale sia la soluzione migliore tra un mutuo a tasso fisso o tasso variabile è fondamentale ribadire che ogni caso specifico merita un’analisi molto approfondita. La scelta del tasso del mutuo, infatti, dipende da vari fattori, tra cui il reddito familiare di cui si dispone, l’importo del prestito che si intende finanziare, la durata dell’ammortamento del mutuo e, non ultimo, la tolleranza al rischio di un eventuale aumento dei tassi di interesse nel corso degli anni.

TROVA LA TUA CASA IN MONTAGNA

Guarda le nostre proposte immobiliari

Mutuo acquisto casa: differenza tra tasso fisso e tasso variabile

Per una scelta più consapevole della tipologia di tasso, è importante conoscere le differenze tra mutuo fisso e mutuo variabile. Vediamo come funzionano queste due tipologie di tasso e quali sono i parametri di riferimento.

Mutuo a tasso fisso, come funziona

Negli ultimi anni, le famiglie italiane hanno preferito di gran lunga il mutuo a tasso fisso rispetto alla variabilità del tasso indicizzato. Il motivo principale ricade nel fatto che i tassi IRS sono scesi molto, soprattutto negli ultimi due anni, arrivando ad un livello poco superiore allo zero. Nonostante sia in corso un trend di lieve ma costante rialzo dei tassi Eurirs, la maggioranza dei nuovi mutuatari opta ancora oggi per un mutuo a tasso fisso, spinti dalla voglia di avere una maggiore tranquillità finanziaria senza doversi preoccupare di un possibile aumento dei tassi di interesse.

Calcolare un mutuo a tasso fisso è molto semplice. Per prima cosa è importante conoscere il valore del parametro dei prestiti a rata costante, ovvero l’IRS, e prendere come riferimento la scadenza del proprio contratto di mutuo. Ad esempio, se la durata del nostro mutuo fosse di 15 anni, dovremmo concentrarci sull’IRS a 15 anni. A questo punto, all’indice sarà necessario aggiungere lo spread applicato dalla banca.

Facciamo un esempio. Se stiamo valutando di sottoscrivere un mutuo a tasso fisso della durata di 25 anni, dovremmo individuare l’IRS, detto anche Eurirs (Euro Interest Rate Swap) di durata 25 anni. A questo tasso dovremo sommare lo spread bancario, che rappresenta il guadagno dell’istituto di credito. In questo caso, se che l’IRS a 25 anni fosse pari allo 0,70% e lo spread fissato dalla banca fosse pari all’1%, il tasso applicato sarebbe dell’1,70%.

Mutuo a tasso variabile, come funziona

Al contrario dei mutui a tasso fisso che hanno una rata costante per tutta la durata del prestito, il tasso del mutuo variabile può variare nel corso dell’intero ammortamento in base ai trend dei mercati finanziari. In particolare, l’indice di riferimento più utilizzato dalle banche italiane ed europee è l’Euribor (Euro Interest Bank Offered Rate), ma in certi casi può essere proposto anche il tasso principale della BCE, attualmente fissato a 0,00%.

L’Euribor è diffuso giornalmente dalla Federazione bancaria europea. Dal 2015 tutte le scadenze dell’indice del tasso variabile sono negative. Questa significa che allo spread della banca deve essere sottratta la quota dell’Euribor, con il vantaggio per il mutuatario che sceglie il tasso variabile di vedersi applicare un taglio della rata.

Per esempio, se lo spread dell’istituto fosse dello 0,80% e l’Euribor avesse una quotazione di -0,50%, il tasso da prendere in considerazione per il calcolo della rata sarebbe dello 0,30%, a meno che nel contratto di mutuo non sia indicata la clausola Floor, che stabilisce un valore minimo del tasso di interesse.

Sei un privato?

Pubblica gratuitamente il tuo annuncio

È meglio un mutuo a tasso fisso o variabile?

Come abbiamo anticipato all’inizio di questa guida, non è possibile stabilire a priori quale tasso di un mutuo sia più conveniente tra fisso e variabile. Prima di valutare tra le opzioni, come detto, sarebbe necessario conoscere alcune delle caratteristiche principali del mutuatario.

In linea generale si può affermare che si può privilegiare il tasso fisso quando si vuole avere la certezza di pagare sempre la stessa rata e si teme un eventuale aumento dei tassi di interesse. Il mutuo a tasso fisso potrebbe essere più indicato se i redditi percepiti dal nucleo familiare sono costanti, come nel caso di una pensione, per cui potrebbe esserci un rischio di sostenibilità in caso di rialzo dei tassi

Un altro caso per cui il tasso fisso può risultare più conveniente, soprattutto quando la differenza tra l’importo delle due rate è minimo, si verifica quando l’importo del mutuo è medio alto e la durata del finanziamento è piuttosto lunga, come la scadenza a 25 o 30 anni. In questa ipotesi, non potendo prevedere l’andamento dei tassi in un arco temporale così ampio, la scelta del mutuo a rata fissa, oltre ad essere più rassicurante, potrebbe rivelarsi quasi sempre essere l’opzione migliore.

Il mutuo a tasso variabile potrebbe essere la soluzione ideale per chi stipula un contratto di breve durata, ad esempio di 10 anni, e necessita di un importo relativamente basso. Allo stesso tempo, chi opta per il tasso indicizzato scommette sull’andamento al ribasso dell’Euribor o sul mantenimento dei tassi agli attuali livelli ancora per molto tempo, come peraltro ribadito più volte dalla stessa Banca centrale europea, che definisce la politica monetaria dell’Eurozona.

Sei un'agenzia immobiliare?

Carica i tuoi immobili e gestisci le richieste degli utenti

2022: quale mutuo conviene tra fisso e variabile?

Se negli ultimi anni la scelta a favore del mutuo a tasso fisso è stata quella predominante, sia per il livello dei tassi IRS ai minimi storici sia per l’incertezza economica causata dalla pandemia, negli ultimi mesi, con il lieve rialzo dei tassi Eurirs e con la stabilità dei tassi Euribor si è riaperto il dibattito sulla convenienza tra tasso fisso e tasso variabile.

Molte persone che si apprestano a stipulare un mutuo prima casa, o che sono alle prese con la surroga per sostituire il vecchio mutuo con uno più vantaggioso, si interrogano se sia più conveniente il mutuo a tasso variabile. In particolare, i dubbi sono legati all’andamento dei tassi IRS, che in questi ultimi mesi stanno registrando un trend di crescita.

Gli indici Euribor sono stabili da diversi mesi anche se nei prossimi mesi potrebbe subire un rialzo. Attualmente l’Euribor a 3 mesi, tra gli indici più utilizzati dalle banche italiane per calcolare i mutui variabili, in base all’ultima rilevazione, è pari a -0,55%, ai livelli minimi da quando esiste il parametro.

Tassi dei mutui, andamento 2022

Nel corso dell’ultima riunione BCE del 3 febbraio, il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento principale a 0,00%. In base ad alcuni segnali sui mercati finanziari, però, è probabile immaginare che non rimarrà così basso ancora a lungo. In particolare, i dati sull’inflazione nell’Eurozona, salita al 5%, è ben più alta rispetto ai “parametri di controllo” della Banca centrale europea, che per statuto si pone l’obiettivo di mantenere l’inflazione intorno al 2%.

In conclusione

Quando si compra una casa con un mutuo è importante valutare con estrema attenzione quale tipologia di mutuo scegliere tra tasso fisso e variabile. Con i tassi attualmente ai livelli più bassi di sempre resta un ottimo momento per acquistare un immobile, considerate soprattutto le agevolazioni sulla prima casa.

CasaMontagna.it in collaborazione con Credipass

In ogni caso, per prendere la decisione più corretta può assisterti la figura del Mediatore creditizio, che grazie a più convenzioni bancarie potrà offrirti la soluzione migliore per le tue esigenze.

Credipass è la prima società di mediazione creditizia in Italia. Puoi chiedere una consulenza gratuita e senza impegno contattando un Promotore creditizio che ti darà un’assistenza qualificata e ti indirizzerà verso l’istituto adatto a te.

Creditpass - partner casamontagna.it


Chiedi subito assistenza ad un nostro Consulente scrivendo a clienti@credipass.it o chiamando il numero verde 800.944.244 per scoprire la soluzione più adatta a te.

Compare listings

Confrontare